MERCATI DI TRAIANO

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Veduta interna della Grande Aula dei Mercati di Traiano

I Mercati di Traiano sono un esteso complesso di antichi edifici sulle pendici del colle Quirinale a Roma e dal 2007 ospitano il “Museo dei Fori Imperiali”.

Il complesso, che in origine si estendeva anche oltre i limiti dell’attuale area archeologica, in zone oggi occupate da palazzi moderni, era destinato principalmente a sede delle attività amministrative collegate ai Fori Imperiali, e solo in misura limitata a attività commerciali, che forse si svolgevano negli ambienti aperti ai lati delle vie interne.Il complesso sorse contemporaneamente al Foro di Traiano, agli inizi del II secolo, per occupare e sostenere il taglio delle pendici del colle Quirinale, ed è separato dal Foro per mezzo di una strada basolata. Riprende la forma semicircolare dell’esedra del foro traianeo e si articola su ben sei livelli.Le date dei bolli laterizi sembrano indicare che la costruzione risalga in massima parte al regno di Traiano e forse è da attribuire al suo architetto, Apollodoro di Damasco, sebbene sia possibile che il progetto fosse già stato concepito sotto Domiziano, alla cui epoca potrebbe essere attribuito almeno l’inizio dei lavori di sbancamento. (fonte wikipedia)

I Mercati di Traiano sono un complesso archeologico dalle caratteristiche assolutamente uniche a Roma e possiamo dire nel mondo; rappresentano infatti un “quartiere” che ha vissuto l’evoluzione della città dall’età imperiale ai giorni nostri, costantemente riutilizzato e trasformato: da centro amministrativo strategico dei Fori imperiali, a residenza nobiliare, a fortezza militare, a sede prestigiosa di convento, a caserma…in un continuo divenire, che si avverte nelle trasformazioni architettoniche e nei segni delle diverse “mani” che nelle differenti epoche hanno riadattato il complesso alle varie funzioni, per giungere fino a noi e avviarsi ad una nuova “stagione” di vita. (Cit. Lucrezia Ungaro Responsabile del Museo dei Fori Imperiali)

Storia

Dal 1985 ad oggi nei depositi formatisi nell’area forense dopo gli scavi del Novecento sono stati inventariati e documentati in vario modo oltre 40.000 frammenti, in realtà una percentuale esigua di quella che doveva essere l’enorme quantità di marmi di rivestimento marmoreo o di blocchi della struttura portante.
Le fasi degli interventi programmati nei depositi dei Fori e dei Mercati nel corso di circa venti anni, hanno riguardato il risanamento e la riorganizzazione dei depositi e l’inventariazione di tutti i frammenti, con relativa documentazione fotografica. Tale capillare raccolta di dati ha permesso di individuare i pezzi più significativi per la ricostruzione degli edifici antichi e dei loro partiti architettonici, che sono quindi stati oggetto di una campagna di documentazione grafica e di attività di restauro conservativo, salvando il modellato di alcuni dei frammenti da una perdita completa. L’individuazione di contesti tipologici nuovi e la definizione degli ordini architettonici, e quindi dell’aspetto antico dei complessi forensi, hanno costituito la base conoscitiva per il progetto museale.
Nel percorso si intrecciano diversi “itinerari”, infatti, il progetto del Museo necessariamente deve essere anche progetto di comunicazione: l’architettura dei Fori nell’architettura dei Mercati, la storia della città nella storia di un suo “quartiere”.

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