Manifesto

Quantoseibellaroma è un’associazione senza scopo di lucro che ha quale obiettivo quello di diffondere e promuovere le bellezze di Roma. Nasce per dare voce al desiderio di chi realmente ama ed ha intenzione di dare il suo contributo ad una rinascita morale e culturale della nostra città.

Diffonderne la bellezza, e farne meglio comprendere le grandi potenzialità, è il messaggio positivo che vogliamo trasmettere in Italia e all’estero. La nostra intenzione è quella di renderci portavoci delle proposte ed esperienze per la riqualificazione della città, coadiuvati dalle professionalità e le eccellenze che  fino ad ora numerose hanno condiviso la nostra mission.

immangine per manifesto qsbr                                                        Ricostruzione, recupero, riqualificazione. Disegno di P. Carpentieri

A mero titolo esemplificativo di seguito si elencano  alcuni progetti che si possono realizzare senza esborsi da parte di Roma Capitale e dei quali vogliamo essere portavoce, avendo fra i nostri patrocinanti le competenze giuridiche, scientifiche, tecnologiche e di innovazione per valutarli, ed il loro amplificatore mediatico qualora non si riescano a realizzare per i soli impedimenti burocratici che spesso la macchina capitolina frappone per non avviare il cambiamento.

Valorizzazione del verde pubblico – intensificazione delle aree affidate in concessione

Le aree affidate mediante concessione – convenzione a soggetti esterni sono ad oggi rappresentate solo da una piccola parte del patrimonio di verde pubblico urbano.

Poiché il Servizio Giardini non ha le risorse finanziarie necessarie a riqualificare e assicurare una manutenzione costante di tutte le aree verdi di proprietà comunale in una situazione in cui il numero di dette aree è in progressivo aumento, viene adottata la procedura di concessione d’uso da parte di soggetti privati per l’utilizzazione a verde e servizi di dette aree.

Con questa procedura si permette la riqualificazione delle aree di proprietà comunale in complessi complementari  ad una  più  moderna  fruizione  del  verde  con  attrezzature  e  servizi  che vengono acquisiti al Patrimonio Comunale che, in cambio, affiderà la gestione degli stessi al concessionario privato che ha investito in tale operazione. La durata della concessione è legata all’investimento effettuato, al costo degli oneri di manutenzione e al piano di ammortamento presentato dal gestore.

In tal modo il Servizio Giardini può presentare un’offerta di spazi verdi qualificati al cittadino­ utente, a costo zero per l’Amministrazione Comunale. Gli affidamenti a costo zero sono rappresentati da: Punti Verde Qualità, Punti Verde Infanzia Chioschi, Associazioni di quartiere-Amministrazioni Condominiali, dal Programma Urbano Parcheggi e da altri soggetti indipendenti. Ai fini della valutazione dei diversi tipi di gestione caratterizzanti il sistema misto di Roma è stata effettuata un’analisi sulle modalità di manutenzione, gestione e costi dei Punti Verde Qualità in quanto rappresentano una buona percentuale del totale degli affidamenti a costo zero.

PUNTI VERDI QUALITÀ GESTIONE

La necessità di poter rendere fruibili aree di proprietà comunale destinate a servizi ed attrezzature di uso pubblico, il cui stato di manutenzione era totalmente insufficiente e le risorse comunali non permettevano la loro riqualificazione , ha indotto il Dipartimento X ad indire un Bando Pubblico (Deliberazione  G.C.  169/95) denominato “Punti Verdi Qualità” per l’affidamento in concessione e  la gestione delle aree mediante la realizzazione di spazi attrezzati qualificati.

Il Bando aveva per oggetto la ”presentazione di progetti-proposte per la sistemazione e gestione del verde pubblico attrezzato su aree di proprietà comunale da parte  di  soggetti privati  disposti  a finanziarne il recupero, con possibilità di gestione privata di un complesso articolato di servizi e attrezzature a carattere ricreativo, culturale, commerciale e di servizio”.Le attrezzature e i servizi, che sarebbero stati acquisiti al patrimonio del Comune, erano classificati in due categorie: servizi ed attrezzature obbligatorie (ludoteca, parco giochi, punto ristoro, spazi per servizi culturali, stazione ecologica, servizi igienici) e servizi ed attrezzature compatibili (recinzione dell’area, ristorazione, laboratori artigiani, impianti sportivi all’aperto e al coperto, attrezzature commerciali  con rivendita  di prodotti per lo sport, la salute, l’alimentazione, spazi all’aperto per spettacoli); vi è quindi una presenza di attrezzature gratuite ed una parte a pagamento. La parte dominante in tutti gli interventi  è sempre e comunque il verde fruibile: parco campagna, parco  intermedio e parco  attrezzato che  non potrà, in nessun caso, essere inferiore al 50% dell’intera superficie  dell’area,  le  superfici coperte non possono essere superiori ai 2.000 mq per le aree più piccole e ai 3.000 mq per quelle  più grandi. La superficie delle aree poste in concessione varia da un minimo di 15.000 mq ad un massimo di 450.000 mq.

Purtroppo l’iter delle procedure di approvazione per la stipula delle concessioni-convenzioni tra privati e pubblica amministrazione è stato molto lungo e difficoltoso creando non pochi ostacoli alla realizzazione di questo progetto. Infatti su 63 progetti selezionati nel 1995, nel 2004 sono stati realizzati solo sei Punti Verdi Qualità (fonte Agenzia di Roma) .

MANUTENZIONE

Gli obiettivi, i risultati e la qualità degli interventi di riqualificazione e manutenzione costituiscono i punti più importanti degli affidamenti a costo zero per l’Amministrazione Comunale.

Il programma di manutenzione distingue tra le opere di manutenzione ordinaria e quelle di manutenzione straordinaria. Le prime si svolgono sotto forma di lavoro predeterminato con cadenze programmate   e  cicliche,  mentre  le  opere  di  manutenzione   straordinaria  rivestono  carattere  di saltuarietà ed urgenza e vengono effettuate per garantire la buona qualità del verde ed il buon funzionamento delle attrezzature del parco. Ogni Punto Verde Qualità ha un proprio programma di manutenzione redatto sulla base del Disciplinare delle manutenzioni previsto dal bando, che individua la tipologia di intervento, i tempi, le modalità e la qualità richiesta dal Servizio Giardini, secondo lo schema riportato nel bando.

COSTI E QUALITA’ DEL SERVIZIO

Dall’esame del programma e degli oneri di manutenzione relativi ad alcuni dei Punti Verdi Qualità realizzati si è potuto valutare il costo al metro quadro per la manutenzione.

Da  un  confronto  tra  le  lavorazioni  previste  nelle diverse modalità di gestione si è constatato che a fronte del costo più elevato sostenuto dai privati, corrisponde una maggiore frequenza degli interventi di pulizia e quindi una migliore qualità degli spazi verdi. Inoltre gli imprenditori privati hanno un interesse a mantenere gli spazi verdi e le attrezzature in condizioni di ottima fruibilità perché in tal modo vengono valorizzate anche le attrezzature private che rappresentano il rientro dal punto di vista economico dell’investimento.

Gerarchizzazione e specializzazione degli assi stradali – PGTU approvato, proposta di sua attuazione mediante la creazione di parcheggi sulle strade primarie e di progetti woonerf con coinvolgimento della cittadinanza

Un woonerf (in lingua olandese: “area condivisa”) è una strada dove pedoni e ciclisti hanno la precedenza e dove, grazie a una serie di accorgimenti, gli automobilisti sono costretti ad adottare comportamenti di guida più prudenti. La realizzazione dei woonerf incontra alcuni freni nella normativa italiana, che non li prevede esplicitamente, ma è possibile con segnaletica prevista dal codice della strada per le zone pedonali uno dei punti essenziali è il rovesciamento della gerarchia fra soggetti della circolazione, senza vietare del tutto l’accesso ai mezzi motorizzati. In pratica i pedoni hanno sempre la precedenza, anche se si muovono sulla sede stradale, i mezzi motorizzati devono sempre dare la precedenza e procedere a passo d’uomo, i bambini possono giocare per strada. La sosta è vietata o consentita solo e soltanto dove segnalata esplicitamente; in molto casi vengono rimossi i marciapiedi, non più necessari per il transito dei pedoni, che hanno a disposizione l’intera sede stradale, che diventa uno spazio indifferenziato. Questi progetti sono a basso investimento e realizzabili anche con il contributo di privati.

Realizzazione delle gallerie per i sottoservizi – con il passaggio della fibra ottica valutando l’affidamento ad una società di gestione dei sottoservizi

Da alcuni anni il legislatore nazionale ha iniziato a porsi il problema dello sfruttamento razionale del sottosuolo, soprattutto in ambito urbano. Tale esigenza deriva dal proliferare di “nuovi” servizi (in primo luogo fibre ottiche per il trasferimento dei dati, teleriscaldamento, centralizzazione e coordinamento semaforico, controlli automatici del traffico mediante telecamere, ecc.) che, accanto ai servizi “classici” (reti di distribuzione di gas, acqua, luce, elettricità), hanno progressivamente saturato lo spazio nel sottosuolo che, per la prima volta, evidenzia caratteristiche tipiche e i limiti di una “risorsa esauribile”. Le infrastrutture, efficienti da un punto di vista individuale, presentano una crescente disfunzione dell’insieme, dovuta ad una disordinata e incontrollabile collocazione delle stesse nel sottosuolo. Ogni rete ha seguito l’evoluzione tecnologica di prodotto mentre le metodologie di gestione della posa sono rimaste ad uno stadio molto arretrato, generando guasti e disservizi che coinvolgono anche l’utente. La mancanza di un’esatta conoscenza della collocazione topografica e della geometria delle reti operanti nel sottosuolo provoca spesso fenomeni di interferenza e di disturbo fra le varie infrastrutture e di inefficienza nell’uso dello spazio disponibile. Le reti esistenti necessitano, infatti, di continue manutenzioni, di ammodernamenti e di ampliamenti, per poter assicurare la funzionalità e prevenire i rischi che si possono verificare. Vanno costantemente  ispezionate e, qualora lo necessitino, risanate. Gli interventi, necessari per riparare i guasti che si generano lungo le canalizzazioni esistenti, hanno notevoli costi sociali che derivano dalla sommatoria dei disagi e dei disservizi diretti e indiretti che la città subisce a causa dell’apertura di cantieri stradali. Essi rappresentano uno spreco economico (congestione, ritardi, disservizi, danni alla strada, rifacimento di opere presenti, …), un danno ambientale (rumori, emissioni in atmosfera, …) e sociale (disagi, incidenti, …).

L’infrastrutturazione attraverso l’uso di Strutture Sotterranee Polifunzionali (SSP: gallerie tecnologiche, cunicoli, canalette) è definita dallaL.R. 26/03 titolo IV, art. 34 comma 3, come manufatto sotterraneo, conforme alle Norme Tecniche UNI-CEI vigenti destinato ad accogliere tutti i servizi di rete compatibili in condizioni di sicurezza. Essa dovrà assicurare il tempestivo libero accesso agli impianti per gli interventi legati alle esigenze di continuità di servizio (articolo 34, comma 3). Si definiscono strutture sotterranee polifunzionali (SSP) tutte quei manufatti sotterranei, definiti dalla L.R. 26/03 titolo IV, art. 34 c. 3, conformi alle norme tecniche UNI-CEI vigenti destinati ad accogliere tutti i servizi di rete compatibili in condizioni di sicurezza; possono essere percorribili (gallerie tecnologiche) e non percorribili (cunicoli e canalette). L’infrastruttura è considerata opera di pubblica utilità ed assimilata, ad ogni effetto, alle opere di urbanizzazione primaria (art. 34 c 4). L’autorizzazione comporta automaticamente la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera (art 39 c. 2). L’utilizzo delle suddette infrastrutture è finalizzato a:
-organizzare il sottosuolo di una città, raccogliendo organicamente le reti di distribuzione dei servizi primari (energia elettrica, riscaldamento, impianti idrici, telecomunicazioni), rispettando le logiche tecnologiche e i fattori di sicurezza. Questa scelta porta ad eliminare la caotica situazione oggi esistente nel sottosuolo, a migliorare l’organizzazione tecnico – spaziale dei servizi e a realizzare un sistema che può essere controllato continuamente, mediante il monitoraggio costante della rete sotterranea;
-diminuire i tempi per la manutenzione e l’ampliamento delle reti cittadine, riducendo di conseguenza i disagi provocati da cantieri in corso;
-realizzare un “tessuto connettivo” nel sottosuolo cittadino, nel quale accanto alle reti dei servizi primari, possono facilmente essere canalizzati nuovi servizi, quali: impianti di diffusione sonora, impianti televisivi a circuito chiuso, impianti di rilevazione sismica, impianti per il controllo di parametri ambientali;
-trasformare le attuali reti di tipo “passivo”, prive di controlli inerenti la sicurezza, in reti “attive”, dotate di sensori elettronici e televisivi opportunamente dislocati in grado di fornire costantemente un quadro completo della situazione.

Tutto ciò facilita l’ispezione e permette di avere una visione d’insieme dell’intero sistema. La struttura polivalente necessita di un unico scavo con tempi e modalità definite e, salvo incidenti, per un lungo lasso di tempo non sono necessari interventi di manutenzione. Essa rappresenta la soluzione ottimale per le aree di nuova urbanizzazione, nonché per le zone edificate, in occasione di significativi interventi di riqualificazione urbana e rifacimento delle strutture viarie che richiedono o rendono opportuno riallocare gli alloggiamenti destinati ai servizi di rete. Diventa invece problematica quando si è in presenza di vecchie infrastrutture stradali e in particolare di “strade storiche”.

Attenzione al consumo del suolo
Il suolo in condizioni naturali fornisce al genere umano i servizi ecosistemici necessari al proprio sostentamento: servizi di approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.); servizi di regolazione (regolazione del clima, cattura e stoccaggio del carbonio, controllo dell’erosione e dei nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, etc.); servizi di supporto (supporto fisico, decomposizione e mineralizzazione di materia organica, habitat delle specie, conservazione della biodiversità, etc.) e servizi culturali (servizi ricreativi, paesaggio, patrimonio naturale, etc.). Allo stesso tempo è anche una risorsa fragile che viene spesso considerata con scarsa consapevolezza e ridotta attenzione nella valutazione degli effetti derivanti dalla perdita delle sue funzioni; le scorrette pratiche agricole, zootecniche e forestali, le dinamiche insediative, le variazioni d’uso e gli effetti locali dei cambiamenti ambientali globali possono originare gravi processi degradativi che limitano o inibiscono totalmente la funzionalità del suolo e che spesso diventano evidenti solo quando sono irreversibili, o in uno stato talmente avanzato da renderne estremamente oneroso ed economicamente poco vantaggioso il ripristino.

Il consumo di suolo deve essere inteso come un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale. Il fenomeno si riferisce, quindi, a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, capannoni e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

L’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo è stato definito a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006, che ha sottolineato la necessità di porre in essere buone pratiche per ridurre gli effetti negativi del consumo di suolo e, in particolare, della sua forma più evidente e irreversibile: l’impermeabilizzazione (soil sealing). Entro il 2020 le politiche comunitarie dovranno, perciò, tenere conto dei loro impatti diretti e indiretti sull’uso del territorio e questo obiettivo generale è stato ulteriormente richiamato nel 2011, con la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse, nella quale si propone il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050.

Possono contribuire anche l’attivazione di un incisiva fiscalità locale al fine di incrementare il riuso dell’esistente, la densificazione dei suoli urbanizzati, il riuso delle aree dismesse o sottoutilizzate.

In riferimento al riuso dell’esistente, costruire sul costruito prevede la conservazione del tessuto urbano presente, affiancandola con il recupero e la riqualificazione.
La strategia del costruire sul costruito si esplica in più modi:

  • demolizione e ricostruzione
  • ritrutturazione e recupero (per quegli edifici che hanno un valore architettonico)
  • densificazione (costruire negli spazi residuali per migliorare la connessione tra le aree urbane)
  • rammagliatura (interventi negli spazi interstiziali).

Il piano di Londra del 2004, dove la città compatta è stata progettata secondo i seguenti principi: massimizzare il potenziale dei siti; creare o potenziare la sfera pubblica; creare o potenziare gli usi misti; essere accessibile, usabile e permeabile per tutti gli utenti; essere sostenibile, durevole ed adattabile; essere sicura per gli occupanti e per i passanti; rispettare il contesto locale, il carattere e la comunità; essere pratica e leggibile; essere attraente alla vista; rispettare l’ambiente naturale; 30 rispettare il patrimonio storico. Al piano di Londra fa seguito nel 2007 il piano diNew York “Greater New York”, con il TOD (Transit Oriented Development), dove l’insediamento di densità medio alto posizionato entro il raggio pedonale da una fermata o stazione dei mezzi pubblici veloci in modo da favorirne e facilitarne l’uso.