AL VITTORIANO SUONI E IMMAGINI IN RICORDO DI LUCIO DALLA E DELLA MUSICA ITALIANA

Con la sua morte, quattro anni fa, ha lasciato un vuoto incolmabile nella musica italiana. Lucio Dalla se ne andava il primo marzo 2012, di lì a tre giorni avrebbe compiuto 69 anni.

Nella Sala Zanardelli fino al 2 ottobre con la mostra monografica «Lucio Dalla, immagini e suoni» ad ingresso gratuito dedicata a Lucio Dalla il Vittoriano presenta un viaggio alla scoperta dell’artista e dell’uomo scomparso quattro anni fa attraverso gli scatti di grandi fotografi come Giovanni Canitano, Guido Harari, Fabio Lovino, Carlo Massarini, Fausto Ristori e Luciano Viti, il sottofondo musicale di alcuni dei suoi brani più celebri e la proiezione del documentario di Mario Sesti «Senza Lucio».

Quello che il curatore e critico musicale Ernesto Assante ha voluto fare è realizzare un ritratto allo stesso tempo pubblico e privato del cantautore bolognese – autore di brani indimenticabili come l’omaggio a Napoli «Caruso», «Piazza Grande» dedicata alla sua Bologna, «Attenti a lupo» e «L’anno che verrà» – ripercorrendone oltre trent’anni di carriera e vita.

La mostra parte dal tour del 1979 di Lucio Dalla insieme a Francesco De Gregori, Ron e gli Stadio «Banana Republic» fino ad arrivare alla morte dell’artista il primo marzo 2012 a Montreux in Svizzera, dove si era esibito la sera prima in un concerto. La galleria di scatti accompagnata dalle note dei più grandi successi del cantautore e le immagini del documentario di Sesti attraverso le parole dei tanti cari amici di Dalla – tra cui Marco Alemanno, Renzo Arbore, Charles Aznavour, Paolo Nutini e John Turturro – testimoniano la sua natura.

Per il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini

la musica è un pezzo importante dell’identità nazionale ed è la ragione per cui assume un valore particolare l’accostamento tra un luogo così denso di significati come il Vittoriano e la figura di Lucio Dalla. Le sue canzoni hanno accompagnato come una colonna sonora la vita di generazioni di italiani e continueranno a farlo.

Edith Gabrielli, la direttrice del Polo Museale del Lazio, ha definito Lucio Dalla

un autore capace di interpretare l’anima e la storia di un Paese, il nostro, in costante movimento, di intrecciare le culture regionali cantando in mille diversi dialetti, fino a unire il nord e il sud, il dentro e il fuori dell’Italia in una sola trama di concetti e di sentimenti.

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