Fontanelle di Roma: i Nasoni

Chi non ha mai bevuto dalle famose fontanelle soprannominate “nasoni” poste in ogni angolo Roma? Ma siamo sicuri di conoscere realmente la loro storia? Queste fontanelle furono così chiamate per la forma ricurva del bocchettone da cui fuoriesce l’acqua, sempre freschissima e a getto continuo, e sono prodotte esclusivamente per dissetare il popolo tanto che ad oggi se ne contano più o meno 2.500, sparse in tutta la città. Alcune sono moderne e posizionate di recente, altre invece hanno una storia assai più lunga vantando ormai qualche anno di funzionamento.

Ma perchè sono dette “nasone”? Perchè nel corso degli anni il disegno delle fontanelle è stato modificato: se prima erano provviste di tre bocchette a forma di drago nel nuovo disegno le tre bocchette vengono eliminate nel 1874 dal sindaco Luigi Pianciani. per esser sostituite da fontanelle (in ghisa, alte circa 120 cm. e pesanti 100 kg.) con unico cannello liscio detto per l’appunto nasone.

La prima fontanella di questo tipo sembrerebbe risalire al 1872 e presentò, fin da subito, una caratteristica particolare: tre bocchette a forma di drago da cui fuoriusciva l’acqua. Di questa antica tipologia oggi ne sono rimaste in funzione solo alcune: una in piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon, a un paio di metri dall’omonima grande fontana, un’altra in via di San Teodoro nelle vicinanze della Bocca della Verità, una in via della Cordonata a Trevi e ancora in via delle Tre Cannelle nel rione Monti.Ci sono fra l’altro anche delle fontanelle (ne sono rimaste una settantina) dette “della lupa imperiale” costruite in travertino da cui esce una testa di lupa in ottone e le potete vedere nei parchi romani e al Villaggio Oilimpico.

Fu però solo negli anni Venti del secolo scorso, che queste fontanelle iniziarono ad essere prodotte e fuse in serie e a quest’epoca risalgono per esempio quelle ancora oggi funzionanti in piazza San Giovanni della Malva e in via in Piscinula a Trastevere. Avete notato che alcuni nasoni riportano l’iscrizione “Acqua Marcia”? Questo per identificare la sorgente d’acqua che le alimenta. Purtroppo nel corso degli anni questa iscrizione scomparve, anche se oggi è ancora visibile su qualche fontanella, come ad esempio quella in Via Duse ai Parioli.

Un catalogo recuperato e risalente al 1935 mostra che per la realizzazione di queste fontanelle si poteva scegliere tra ben sei varianti. La più comune e diffusa è il modello “Roma”, con una sola cannella liscia, presente oggi in tutte le strade della capitale e divenuta ormai simbolo della città stessa. Le altre fontanelle sono di stile ottocentesco, più o meno decorate a soggetto animale o vegetale, snelle, cilindriche, a base esagonale, con singolo o doppio getto, con o senza mensola. Insomma ce n’è per tutti i gusti!

Le fontanelle di oggi sono quasi tutte realizzate in ghisa, ma ve ne sono alcune, più preziose, in travertino dette “fontanelle della lupa imperiale”: l’acqua sgorga da una testa di lupa in ottone e viene raccolta in una vaschetta semicircolare. Le avete mai notate? Queste furono installate principalmente in varie zone della città tra gli anni Trenta e Quaranta: oggi ne rimangono purtroppo solo una settantina, tutte localizzate prevalentemente nei parchi della capitale e nella zona del Villaggio Olimpico. Con il tempo molte delle vaschette in travertino sono state rimosse o distrutte dai vandali, mentre anche le storiche lupe sono state quasi tutte sostituite da una ben più ordinaria cannella metallica curva.

Nel tentativo di contenere lo spreco di acqua, poco dopo il 1980, il Comune modificò molti nasoni con l’applicazione di un meccanismo (una rotella metallica o un pulsante) su un cannello di ottone, posto più in alto di quello originale, che venne perciò asportato. Il consumo idrico si ridusse drasticamente, ma la caratteristica fontanella perse così il principale elemento caratterizzante, rivelandosi antiestetica e poco pratica e fu così che il Comune rinunciò presto al progetto che voleva una modifica totale di tutti i nasoni. Inoltre non dimentichiamo che i nasoni, proprio grazie al loro getto continuo, puliscono le fogne della città!

Col passare degli anni, questa fontanella è diventata un elemento caratteristico della città ed è comparso nei nuovi quartieri che venivano via via costruiti, come ad esempio a Testaccio e alla Garbatella, nei quartieri sorti in modo disordinato ed “abusivo” negli anni Sessanta e Settanta (come per esempio Torre del Fiscale e Faro di Fiumicino). Anche i mercati rionali sono dotati di numerosi nasoni, nei pressi dei quali si collocano poi i banchi di pesce o di fiori, a cui certamente serve molta acqua.

Ancora oggi i nuovi quartieri che sorgono in zone sempre più periferiche della città, vedono comparire sempre e comunque questo oggetto considerato ormai, oltre che elemento caratteristico della città, del tutto indispensabile. Che dire quindi… Buona caccia alla ricerca dei “nasoni” più particolari!

 

(tratto da turismo-in.it)

One Comment Add yours

  1. Sandra Pacifici ha detto:

    Vi siete dimenticati di quella a Largo della Polveriera…venendo da S.Pietro in vincoli a Via delle terme di Tito

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